Piano Suite

 PIANO SUITE

Da un’idea di MattatoioSospeso

Regia Mario Gumina

Creazione Teatro Necessario, Mattatoio Sospeso, Mario Gumina

Drammaturgia Carlo Susa

Scenografie Yurji Pevere

Con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini,Marco Mannucci, Alessandro Mori
Coproduzione Teatro Necessario Mattatoio Sospeso

Durata 50 minuti, tout public

 

 

 Debiti? Problemi con il Fisco? Nessuno è al sicuro…sconsigliato a chi non è in regola col fisco!

Prestiti concessi alle famiglie dietro la garanzia di una firma per comprare una televisione, andare dal dentista o anche solo arrivare al giorno in cui un datore di lavoro salderà le mensilità arretrate? Solo nella prima metà di quest’anno in Italia sono state aperte 71 mila posizioni del genere per 23,4 miliardi, stima Assofin. Banca d’Italia riporta che a metà 2013 i prestiti al consumo con insolvenza valevano 12,9 miliardi di euro, in aumento del 6,7% rispetto ai sei mesi precedenti. Vista l’entità media di questi prestiti sotto i 10 mila euro, significa che le famiglie in questo tipo di default sono circa un milione e mezzo, e con mogli, figli, nipoti, sei milioni d’italiani sono coinvolti. È su di loro che lavora il piccolo esercito dei ventimila recuperatori.

” non vuol pagare! Signori, a differenza dei reati, i debiti non vanno mai in prescrizione.”

 Sinossi

Un pianista disoccupato, finito sul lastrico a causa dei tagli alla cultura. Una squadra di pignoratori pronti a tutto per portare a termine la loro missione: pignorare il pianoforte.

Il pianista è barricato in casa ma i pignoratori usando tecnica d’assalto di prim’ordine riusciranno in mezzo a imprevisti di ogni sorta a scalare letteralmente l’edificio ed entrare nella casa del pianista.  Il piano sarà calato sulla facciata del palazzo fino ad arrivare un finale surreale di danza verticale in cui i pignoratori “danzeranno” sulla casa del pianista.

Note

Lo spettacolo usa molteplici tecniche: teatro d’attore, clowm, acrobatica, danza verticale, musica dal vivo.

Si tratta di un lavoro che prende spunto da realtà ormai ricorrente, siamo in periodo di crisi:

“la cultura non dà il pane” per cui  è giusto tagliarla. Ma forse ci insegna “come farlo” e nutre la nostra anima oltre a favorire evoluzione ed espressione della  nostra società e quindi di ognuno di noi.