E’ stata inaugurata sabato 29 aprile, nella Rocca di Scandiano, la mostra “Infranto, ferito, ricomposto”, personale del pittore reggiano Marino Iotti. Si tratta di una trentina di tele, alcune di grandi dimensioni, oltre a originali “sculture” ricavate dall’utilizzo di materiali poveri, come legno, tessuti lavorati, ruvide coperte, tele grezze. Iotti, che proprio a Scandiano nel 1978 aveva iniziato l’attività espositiva con una “bottega” chiamata “Studio aperto”, torna in città 15 anni dopo la personale “Infinite voci”, allestita sempre in Rocca.

Il catalogo è curato da Sandro Parmiggiani, che scrive fra l’altro: « Sono un’avventura dello sguardo, un invito al viaggio dentro il processo di realizzazione dell’opera, i dipinti di Marino Iotti. […] che a noi si presentano come una visione apparentemente unitaria, ma si rivelano in realtà il frutto di un assemblaggio e di una ricomposizione di frammenti, minuscoli o di maggiori dimensioni, in materiali vari, di superfici segmentate su cui l’artista ha tracciato segni della più varia natura – allusioni alle geometrie, numeri, lettere di un alfabeto a noi noto oppure perdutosi nel transitare del tempo, come quei vaghi accenni cuneiformi qua e là disseminati –, con l’affiorare, nei dipinti più recenti, di forme vegetali che simboleggiano il crescere di una vita. [..] Il ricorso al termine di “specchio infranto” non è una suggestione casuale »

Visitabile fino al 5 giugno, sabato, domenica e festivi 10-13 e 16-20; lunedi 10-13; ingresso libero.