Venerdì 26 maggio ore 21.30 (Salone d’onore della Rocca dei Boiardo)

CON ALESSANDRO CALABRÒ, JONATHAN GASPARINI

“Da Platone ai Simpson, un viaggio d’amore tra parole e musica” è allo stesso tempo uno show, un concerto; è TEATRO-CANZONE.
 Unico nel suo genere, è un happening rivolto a tutti, o meglio, tutti avrebbero bisogno di ascoltarlo: le donne e la loro sensibilità; gli uomini e le loro debolezze.

Se fosse un disco sarebbe un Concept Album, nel quale un tema portante racconta storie tramite l’intreccio di parole e musica.
 Anche noi abbiamo un tema portante… Non sarà mica l’amore? Eh, sì… Parliamo proprio d’amore! Proprio quello! Quello di cui tutti parlano, quello di cui tutti abusano; il sentimento più usato per scrivere film, canzoni, testi.
Sì, proprio quello! Il sentimento più antico del mondo!
 Tratteremo questo tema parlando principalmente dell’amore di coppia, passando all’amore tra genitori-figli, all’amore tra amici, all’amore – perché no – per se stessi.

Le canzoni che ci aiuteranno vengono da Gaber, i Beatles e alcuni brani tratti da due film musicali pluripremiati come “Once” e “Hedwig and the angry inch”. 
Racconteremo situazioni che tutti abbiamo vissuto e che ci hanno portato a questo sentimento; o che partono da questo sentimento come la poesia, la fantasia, la passione, la crudezza, la confusione, la rabbia, l’entusiasmo, la forza.
 È una storia d’amore in cui ci sarà l’anima rossa (o rosa), cioè la parte romantica; ma ci sarà anche l’anima nera, quella della sofferenza, quella della vera realtà con cui quotidianamente facciamo i conti.
 I testi che daranno forza a questo viaggio sono poesie, racconti di grandi autori, del presente e del passato; da Platone a Bukowski, da Neruda fino ad arrivare ai Simpsons, la famiglia più moderna, scorretta e vera che ci sia (non aggiungiamo altro… Per scoprire cosa c’entrano bisognerà esserci…).

A pensarci bene, la cosa più sconvolgente, è che i testi di questi autori valgono ancora! Sono sempre attuali, nonostante una buona parte di loro provenga dal passato.
Nell’era moderna cambiano gli strumenti che ci circondano, le modalità di approccio, le tecnologie, ma non cambiano i sentimenti, per fortuna. L’uomo è sempre l’uomo, con il suo cuore, la sua ragione, il suo mistero e i suoi corto circuiti.