Sabato 26 maggio ore 16 Rocca dei Boiardo

 

 

E’ nel segno della passione, dell’impegno civile, della difesa delle radici la scrittura di Michela Murgia. Una scrittura dalla parte di lei, consapevole, mai pretestuosa. Da sempre paladina della ‘questione femminile’, afferma con vigore e argomentazioni forti la necessità della posizionamento della donna al centro della società: “Le donne non sono una sottocategoria socioculturale, ma più della metà del genere umano…” .

Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo libro, “Il mondo deve sapere”, originariamente concepito come un blog, in cui ha descritto la dura realtà lavorativa degli operatori di telemarketing. Il testo è diventato un’opera teatrale per la regia di David Emmer e ha ispirato la sceneggiatura del film di Paolo Virzì “Tutta la vita davanti”, attirando l’attenzione del grande pubblico su un’emergenza sociale sino ad allora poco dibattuta. Nel 2009 pubblica “Accabadora”, uno dei romanzi italiani di maggior successo degli ultimi anni, che le vale la vittoria del Premio Campiello. Dopo aver firmato tra il 2011 e il 2013 “Ave Mary”, “L’incontro”, il diario a otto mani “Presente” (scritto insieme ad Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e “«L’ho uccisa perché l’amavo». Falso!”, un libro-inchiesta intorno alle narrazioni giornalistiche della violenza sulle donne scritto insieme a Loredana Lipperini, nel 2014 è fra gli autori dell’antologia benefica “Sei per la Sardegna”, i cui proventi sono stati destinati alle comunità colpite dall’alluvione del 2013. Nel 2015 si cimenta nel romanzo “Chirù”, un esperimento di narrazione crossmediale il cui protagonista, prima della comparsa del libro, interagisce coi lettori tra le pagine del proprio account Facebook. Nel 2016 è uscito per Einaudi “Futuro interiore”, una riflessione sulla generazione degli anni Settanta che ancora fatica a trovare una propria dimensione storica.